Proviamo a leggere i dati ISTAT sulla mortalità- guida alla lettura e app interattiva

Proviamo a leggere i dati ISTAT sulla mortalità- guida alla lettura e app interattiva

I dati dell’Istituto Superiore di Statistica- ISTAT sulla mortalità. Guida alla lettura e app interattiva

Stiamo soffrendo di questa situazione. Anche per la confusione nell’informazione che  da 2 mesi ci sta conculcando la paura di questo virus molto pericoloso, con misure di contenimento che hanno comportato limitazioni della libertà poco sostenibili, e piuttosto pericolose proprio per il mantenimento della salute…che non è solo  non venire in contatto con un infettante o un contaminate  ma anche potenziare tutto ciò che ci permette di reagire agli stimoli e alle aggressioni esterne come questo virus,  di una pericolosità relativa per una persona sana: è un fatto.

Senza citare numeri o statistiche vediamo il caso di due Nicola famosi. Nicola Porro (27 settembre 1969 (età 50 anni) , noto giornalista  che si  è ammalato, ” brutta influenza” come lui ha detto, e ne è guarito a casa, così come Nicola Zingaretti , Governatore del Lazio PD (11 ottobre 1965-età 54 anni),   allo stesso modo contagiato: influenzona ed è guarito.  Nessuno dei due era vaccinato perche’ il vaccino non esiste… sul vaccino cercheremo di fare chiarezza,in altra Newsletter). Il  Governatore del Lazio ha già emanato un decreto per una campagna vaccinale obbligatoria in autunno 2020 nel Lazio ma per Meningococco e Influenza!(Nota: analoga campagna è stata fatta nelle province lombarde più colpite in termini di mortalità e ci sono evidenze che questa potrebbe essere una delle concause della particolare virulenza del COVID proprio li’). In occasione dell’emergenza vengono dati i bollettini con dati di mortalità , ma nessuno può dire e non si può quantificare se ” da COVID o con COVID” , come  lo stesso Commissario Borrelli ( che non è un medico nè un sanitario) specifica  nei suoi comunicati .

Ora passiamo al contenuto. Mi sono messo a studiare i dati della mortalità, come mi ha chiesto qualcuno,  secondo i dati ISTAT  (dal sito ufficiale www.istat.it) per ” leggere e capire” con lo scopo di fare chiarezza, a Me, ma anche a Tutti Voi e con la responsabilità di un Medico, in cui qualcuno ha riposto fiducia. Proviamo assieme, cercando di guidarvi ,a leggere i dati.

Alla pagina DECESSI E CAUSE DI MORTE: COSA PRODUCE L’ISTAT i dati ufficiali relativi a questa ” misura demografica”, la mortalità che  è di evidente utilità per molti aspetti della vita di un Paese, dove ogni giorno si nasce e si muore. Tutti i giorni (anche in Cina…!)  Si può scaricare una Tavola sintetica MORTALITA SU UN CAMPIONE DINCOMUNI ITALIANI (che Vi ho allegato alla mail): è un foglio di excel dove potete trovare il comune che volete controllare su un campione di tutti i comuni italiani. Vi sono 6 colonne: le prime 3 in cui ci sono i deceduti nel primo trimestre 2019 a confronto dello stesso valore nello stesso periodo di quest’anno nelle successive 3 colonne e in una  colonna successiva  c’è l’aumento percentuale della mortalità di quest’anno rispetto al 2019. Leggendo bene i numeri possiamo forse tranquillizzarci. Se in un comune piccolo ad esempio leggiamo un 400% di aumento della mortalità,  ci possiamo spaventare, pensare all’ecatombe. Se leggiamo poi i numeri però ci accorgiamo che da gennaio ad aprile 2020  sono decedute 8 persone, mentre nello stesso trimestre 2019 ne sono mancate solo 2. Si tratta del 400%…ma nessuno credo si spaventa se viene detto che in 3 mesi muoiono 8 Anziani mentre l’anno prima solo due… E va tenuto anche presente  che questa tabella NON SPECIFICA LE CAUSE DI MORTE. Se quest’anno in quel comune c’è stato un incidente che ha coinvolto, e ucciso 5 persone,  un quarantenne è caduto sul lavoro, e sono mancati di malattia 2 anziani, il totale sono sempre 8 decessi. 

Ora poi c’è un altro prezioso strumento che l’ISTAT mette a disposizione del Cittadino  che si chiama grafici interattivi per decessi che permette di verificare con una vera “app” le curve di mortalità comune per comune (solo su comuni censiti) e vi mostra, ponendo il cursore sul punto della curva corrispondente al giorno che vi interessa, il numero dei decessi. Potete scegliere, biffando, anche  la classe di età che volete visualizzare.Ecco un esempio grafico in cui vi ho messo un’immagine 

Ho scelto a caso Codogno in Lombardia, provincia di Lodi:  per la fascia d’età 15-64 aa  potete leggere il numero totale dei morti dal 1 gennaio che sono 5 decessi nel 2019 e 3 decessi  nel 2020 ( non mi sto sbagliando, al 10 marzo da dati ISTAT sono morte 2 persone in meno che l’anno scorso) . Comunque vi invito a  giocare col programma…tanto siamo ancora chiusi in look down anche se molto attenuato in Veneto.  Adesso provo a fare qualche osservazione e qualche riflessione, per osservare e cercare di capire. In Veneto, provincia di Venezia, non trovando il Centro Storico/Mestre ( non è tra i comuni censiti), farò riferimento al Comune di Spinea, popoloso e vicino a Mestre e Venezia.

per Comune di Spinea, Provincia di Venezia, Regione Veneto tutte le fascie di età (0-oltre 85 aa), troviamo le due curve di mortalità, la rossa si riferisce al trimestre dell’anno in corso, quella blu allo stesso trimestre del 2019 che sono praticamente sovrapposte, con un aumento  modesto nel 2020: dall’inizio dell’anno al 4 aprile abbiamo un totale di 92 decessi nel 2020 rispetto a 84 decessi nello stesso periodo del 2019. Valutando poi  due fasce di età diverse: da 15 a 64 aa ( togliamo la spunta da “tutti” e biffiamo “15-64”) vediamo che il totale dei decessi allo 04.04.2020 è di 9 (nove) unità rispetto al 2019 in cui le unità erano 7( sette) . Lo scostamento in aumento è, anche in questo caso, dopo il 15 febbraio (nelle date antecedenti sono morte più persone nel 2019 ma parliamo di 3 unità rispetto a 2).  

 Nella fascia oltre gli 85 a Spinea troviamo sempre più decessi al 4 aprile nel 2020 ma con questo ordine di grandezza : 58 nel 2020 e 51 nel 2019. Da notare che anche per questa fascia d’età prima del 15 febbraio erano morte meno persone nel 2020 che nel 2019 (ma  parliamo di 28 rispetto a 30 unità). Da 0 a 14 aa nessun decesso nè nel 2019 ne’ nel 2020 fino al 4 aprile.In Veneto non trovo Vo’ Euganeo, ero curioso

Ora guardiamo le provincie dove si sono concentrai i ” casi”,  in Lombardia dove si è avuto fino al 15 aprile il 15,1% della mortalità totale in Italia e il 52,5% dei casi di morti classificati come COVID 19. 

Ho scelto a caso il comune del bergamasco di Brembate di Sopra  dove c’è stato il 2325%% di decessi in più rispetto al 2019 ( per tutte le cause, ripeto): per tutte le fasce d’età al 4 aprile ci sono stati 115 decessi, rispetto ai soli 33 del 2019, con una forbice che fa salire la mortalità dalla data del 13 marzo (5 giorni dopo l’inizio del Lock Down), prima la mortalità totale era più bassa che  durante  lo stesso periodo dell’anno scorso)

Se controlliamo la fascia d’età  over 85 le curve morfologicamente sono identiche, con numeri diversi: 53 decessi quest’anno contro 20 del 2019, per la fascia d’età 75 – 85 l’andamento è simile; per 65-74 3 decessi nel 2029 e 5 nel 2020, per 15-64 2 morti nel 2019 e 9 nel 2020. Noto che il comune che mi sembra abbia avuto il maggior incremento percentuale (attenzione non numero totale) di decessi quest’anno non è elencato nella app per la stratificazione d’età. E’ Ponteranica con 3000% di morti rispetto al 2019: sono morte nel trimestre 31 persone contro una sola dell’anno scorso, ma è un piccolo comune di 6862 abitanti.

 E curiosando al Sud abbiamo Bari con un dato di percentuale “negativamente felice” dal raffronto: nel primo trimestre 2020 sono decedute 26 persone contro le 35 dell’anno scorso e, stratificati per età, sono solo dai 75 anni in su’.

Siamo in lock down su tutto il paese, ma con realtà statistiche (stato dei fatti) totalmente diverse e da osservatore sembra che ci siano delle concause che si sommano al virus, che dovrebbe circolare in tutta Italia e invece, ripeto, ci sono evidenti macroscopiche enormi differenze sulla mortalità in zone differenti anche dello stesso Nord. Inoltre in merito alla diagnosi di morte, alcune cose importanti da osservare  sono riportate in 2 documenti che vi allego  come pdf , sempre scaricabili dal Sito dell’ISTAT. Il primo è  INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA DI MORTE (modello ISTAT D4)  COVID-19 . In questa scheda (tra gli allegati, ma la potete scaricare anche cliccando sul titolo in blu)  che è una guida pratica per il Medico di medicina Generale per la compilazione del certificato di morte possiamo  possiamo leggere:

“Riportare sempre il COVID-19
È importante riportare sempre l’informazione, confermata o sospetta, della presenza di COVID-19. Se si ritiene che il COVID-19 abbia causato direttamente il decesso, riportare questa condizione in parte , anche se non c’è una diagnosi confermata…Se si è a conoscenza del fatto che è stato eseguito un test per COVID-19 riportare sul certificato il risultato (per esempio “Test per COVID-19 positivo”).

Quindi nel computo in termini statistici delle cause di morte ci si rimette a quanto “… ritiene il Medico di Medicina Generale, anche se non c’è una diagnosi confermata…” dando al mio Collega peraltro una grossa responsabilità per lo meno di coscienza,   come dato valido ai fini statistici.

Questo non è ” fake “,  ma riporto quanto puo’ leggere chiunque scaricando la scheda ( tra gli allegati alla mail o dal sito) 

Poi, solo in via secondaria, lo ripeto : “Se si è a conoscenza del fatto che è stato eseguito un test per COVID-19 riportare sul certificato il risultato (per esempio “Test per COVID-19 positivo”).

Dal documento che troviamo on line sempre sul sito ISTAT ” Le cause di morte nel periodo 1 marzo-15 aprile 2017 “: riporto alcuni punti su cui riflettere * perchè capire significa anche curare e prendere decisioni consapevoli per quello che ci aspetta:

“…Nel 2017, nel periodo 1° marzo–15 aprile il numero di decessi avvenuti in Italia è stato pari a 81.008 casi ( per qualsiasi causa NDR), con un’ampia variabilità sul territorio nazionale.Nello stesso periodo le malattie del sistema respiratorio rappresentano la terza causa  di morte dopo le malattie del sistema circolatorio ed i tumori, con 6.867 casi pari all’ 8,5% del totale dei decessi (Tabella 1). Tra le principali malattie del sistema respiratorio vi sono la polmonite, l’influenza e le malattie croniche delle basse vie respiratorie (tra le quali asma, bronchite cronica, broncopatia cronica ostruttiva, enfisema). Considerando tutti i decessi con presenza di almeno una malattia respiratoria abbiamo 20.946 casi, di cui 6.488 con polmonite .Nello stesso periodo i decessi con COVID-19 rilevati dal sistema di sorveglianza nel 2020 ammontano a 21.616. Un numero che fa riflettere* se pensiamo che il COVID-19 viene classificato nelle malattie respiratorie, gruppo più ampio che comprenderà non solo il COVID19 ma anche altre malattie del sistema respiratorio di persone che non hanno il COVID-19….”

Il paragrafo che vi riporto è un ” copia e incolla ” integrale del documento che vi allego in pdf , scaricato dal sito dell’ISTAT e che comunque vi appare se cliccate sul titolo ( in blu) . Noto, con Voi sicuramente, che dopo il dato di 21.616 CON COVID 19 ( non da o per-primo trimestre 2020) , rispetto ai ” …20.946 di cui 6488 con polmonite …” del primo trimestre 2017 l’autore scrive Un numero che fa riflettere “,

 Ecco  lo scopo di questo mio contributo a chi mi segue: far riflettere, tutti, consapevolmente e in maniera informata, che e’ il mio impegno di Medico. Fare chiarezza e INFORMARE i miei pazienti e chi confida in me, ricordando che nessuna conoscenza è definitiva perche’ la Scienza è progresso e confronto di conoscenze in continuo divenire. E questo fa parte di un preciso dovere deontologico per qualsiasi trattamento che non può essere praticato su un paziente senza un ” consenso informato”.Senza “ consenso informato” compirei un abuso, come medico, sia che io obblighi un paziente ad un trattamento contro la sua volontà, ma anche praticando una cura che il paziente accetta senza che questi sia provatamente informato degli effetti e dei rischi di quella cura. Anche un vaccino.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Statistica, l’ISTAT , è il Prof. Gian Carlo Blangiardostudioso di Demografia con centinaia di pubblicazioni e Docente Universitario che ho il piacere di ” presentarvi di persona” in questa video intervista che Vi prego di ascoltare

( dura solo 8′.47″) sul tema che vi ho introdotto.

Video intervista del 16 aprile 2020

Il momento è pesante, e siamo stati bombardati da un sovraccarico di informazione in un periodo di ” isolamento forzato”, ma tanti mi hanno chiesto di capire o di essere aiutati a fare chiarezza: vi invito a non esitare un momento a mandarmi una mail con qualsiasi domanda, perplessità, anche critica e ci terro’ a rispondervi, condividendo anche ( n maniera anonima) lo scambio, sui miei canali ( facebook o youtube) se lo vorrete. 

Un abbraccio a Tutti

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